Solo un'ombra rendeva meno limpida la sua gioia e incrinava talvolta il suo sorriso; una sola angoscia lo tormentava: il pensiero della notte.

I suoi sogni erano veri incubi: in essi vedeva sempre una caverna, oscura e calda, un inferno nelle viscere della terra.

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Guardiani inflessibili sorvegliavano a colpi di frusta il lavoro; ognuna di quelle frustate era per lui un segno da portare non sulla carne ma sull'anima, una cicatrice da ritrovare il giorno dopo nelle profonde fosse sotto gli occhi. Era quello il suo ultimo pensiero prima di tornare alla vita gioiosa e spensierata.

La sua vita si trascinava tra pasti scadenti e molte ore di dura fatica sotterranea, in quella miniera oscura e calda; catene sempre ai suoi piedi, per le frequenti rivolte, sempre soppresse con ferocia. Lavorava fino allo sfinimento, logorandosi lentamente il corpo e l'anima in quell'inferno, dove la polvere di carbone ti penetrava nei polmoni poco alla volta, fino a coprire di uno strato nero anche il cuore.

Sognava di cavalcare e di sfidare altri cavalieri a duello e poi di fare visita a una donna, sempre la stessa. Il suo guardiano lo colpiva con la frusta per punirlo d'essersi distratto un attimo, subito egli riprendeva a lavorare, ma con un sorriso che diceva frusta, frusta pure La speranza non muore, ma si rifugia nei sogni.

Verissimo Segnala il commento. Concordo con Paolo, sembra un loop angosciante, sembrano la stessa persona. Molto bello e originale. Segnala il commento. Stile, secondo me, un po' troppo classico Segnala il commento.

racconto di un minatore

Che bella trovata! Fantastico Il principe e il minatore Di Paolo Santaniello. C'era una volta un principe. C'era una volta un minatore. Registrati e votalo! Vota il racconto. Segnala come inappropriato. Commenti degli utenti. VannaCorvese ha votato il racconto Esordiente.Era la primavera del quando seppi che il Belgio chiedeva all'Italia minatori per l'estrazione di carbone, fu allora che feci domanda. Nell'autunno mi chiamarono per la visita medica e poco dopo ero in viaggio, destinato alla miniera Andree Dumont nell'Imbourg.

L'indomani presi posto assieme a italiani, polacchi e tedeschi sull'ascensore e iniziai la vita infernale della miniera. Era sera, a fine lavoro, quando giunto nella galleria caddi a terra e per quanto lo desiderassi, non trovavo le forze per rialzarmi. Da domani ti prego aiutami o prendimi! All'istante mi trovai in piedi, sollevato da una misteriosa forza mentre una gioia inaspettata mi fece scoppiare in pianto e piangendo camminavo lungo la galleria, senza percepire quella stanchezza che per anni mi portavo addosso a fine giornata.

Auguro dal profondo del cuore a ogni persona che abbia a sperimentare la reale presenza del Signore. Quella sera rientrai all'hotel dove abitavo con altri cinque miei compagni. La grazia di Dio si vedeva a colpo d'occhio e andai a letto senza neppure cenare. L'indomani ero sull'ascensore un quarto d'ora prima di tutti i minatori.

All'ultimo momento, prima di scendere nella gola di carbone, arrivavano gli altri e tutti stipati aspettavamo in piedi davanti al cassone per cominciare la giornata. Ma quella mattina venne presso il nostro gruppo di sessanta minatori un ingegnere tedesco che, a gran voce, chiese al nostro capo Jacque un uomo per ricoprire una mansione. Parlava in tedesco, mi chiese di dove fossi.

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Giuseppe, tornato in Italia, spera di essere utile alla ripresa della sua patria lavorando nelle miniere del Belgio. Parte con tanti altri in carri ferroviari malandati per andare a vivere in campi di baracche. Il libro racconta le vicende di guerra intrecciate con l'amore per Sonja e la difficile vita in Belgio, dove nei locali pubblici era proibito l'ingresso ai cani e agli italiani.

Sopravvissuto agli orrori della guerra in Jugoslavia fatta di assalti, esecuzioni sommarie, deportazioni, lager, tradimenti e vendette, Giuseppe Corso cerca di costruire la propria vita ma in Belgio tutto finisce mostrando ancora una volta la faccia mostruosa del genere umano. Vidi mio marito trasformato dalla rabbia. Lui, che amava galoppare libero verso il cielo. Sono parole che mi hanno fatto nascere un senso di ingiustizia e indignazione, oltre ad avermi commosso come altre parti nel racconto.

Sento la mancanza di un cavallo con cui condividere gioie e paure. Sono gli unici che non tradiscono il loro cavaliere.

Milioni di persone cercavano di lavorare per sostenersi, ma soprattutto crearsi un futuro. La sua scelta ricade su quella di Marcinelle, dove allora assieme ai minatori si trovavano molti cavalli, la sua grande passione e dove appunto spera di poter crearsi un futuro e sposare la sua Sonja, una donna slava che aveva conosciuto durante il periodo di guerra e riesce a salvarlo da una fucilazione.

Ogni capitolo si divide in tre parti. La voglia di vivere acuiva tutti i miei sensi. Finalmente percepii la sua sagoma e poi la vidi distintamente. Sono molto indaffarata. Siamo nemici in questo momento storico io e te, noi e voi.

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Ma ora vai e salvati. Insomma se volete un mio consiglio leggetelo e leggetelo. Recensione di Valentina Fontan. Nessun commento:. Iscriviti a: Commenti sul post Atom. Recensione libro Io sono nove di Federico Stopani.Racconto di un naufrago Garcia Marquez.

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E questo nonostante sia stato minatore del Sulcis per ben 35 anni. Un lavoro che dovrebbe consumare chi lo fa, ma non in questo caso. Sin dall'inizio io e il carbone non abbiamo legato. Fino alla cassa integrazione. Era iluna liberazione. Parla della sua carriera come fosse un capolavoro. Alla faccia di voi babbei che andate a lavorare ogni mattina. Alla fine il diritto alla pensione con lo scivolo lungo, quello che matura chi ha svolto sino in fondo un lavoro considerato usurante.

Il primo nella graduatoria, all'ufficio di collocamento, non ne volle sapere. Minatore vero, come quelli dei suoi tempi. Io non ero entusiasta O forse, a pensarci bene, qualche volta lo ero davvero. Mi capitava di urtare la parete con un pollice, impossibile lavorare con un pollice gonfio. Si trattava di ruotare un rubinetto per regolare il livello dell'acqua, se per caso l'avessi visto scendere o salire troppo. Anni dopo, nuovo incarico. Ma c'era un problema, nessuno sapeva come fare.

Alla fine presi il motopicco e diedi una smossa alla terra, i compagni mi guardavano come fossi pazzo. La mia risposta? E il lavoro? Il lavoro In evidenza. Edicola digitale Libero Shopping Seguici.

"minatore" nei cruciverba

Esplora: carlo cani carlo cani minatore pensioni pensione pensione inps furbetto furbetto pensione lavoro pensione truffa pensioni. Giulio Bucchi 26 ottobre a a a.Era un grande polmone economico per una provincia depressa come quella di Enna. Non ho voluto correggere o modificare niente, lasciando le cose scritte come 34 anni fa quando io ero giovane e le lotte dei minatori scuotevano la Sicilia.

Migliorarono le leggi previdenziali, i nuovi minatori non hanno pensioni da fame, ma le miniere di zolfo si stanno chiudendo ed una pagina della nostra storia, della storia della Sicilia che lavorava nelle viscere della terra sta per chiudersi, con dolore, con amarezza e rabbia dei siciliani. Pino Vicari. Donne che si affacciavano alla porta, le finestre e i balconi pieni di donne e di bambini.

Quanti sono i morti? Queste frasi volavano da porta in porta da finestra a finestra. Era una giornata nebbiosa, come sono quasi tutti i giorni dell'inverno ad Enna. Era il gennaio del Le donne incominciavano a riversarsi nelle vie, i bambini uscivano da casa, con il berretto di lana sulla testa gridando, non si capiva ancora cosa era accaduto e cosa si doveva fare.

Mille proposte, mille decisioni, ma nessuno si muoveva. Chi piangeva, chi gridava. Fu un attimo, da tutti i quartieri partirono colonne di donne con i loro bambini in braccio, i capelli sciolti bagnati dalla nebbia umida ennese, era un popolo che si muoveva verso la miniera. Era una grande massa di donne, circa Colonna di dolore, mogli di zolfatari che correvano, sferzate dalla nebbia e dal vento, dal freddo e dal dolore. Marciavano silenziose, con il respiro grosso, con le lacrime che scendevano sul viso patito, sofferente delle famiglie dei lavoratori.

Maledetti i ricchi, quelli non lavorano nelle zolfare, quelli non muoiono schiacciati. Queste le frasi che dicevano ogni tanto le donne tra un singhiozzo e l'altro. Quelle povere mogli di zolfatari, quelle povere madri che si vedevano con il figlio con lo sposo solo un giorno la settimana e quando il Lunedi partivano era come se partissero per la guerra, non si sapeva se sarebbero ritornati, non si sapeva se si "scacciavano".

Passarono il torrente, si buttarono con le gambe in mezzo all'acqua ed iniziarono a salire per raggiungere la collina da dove si vedeva la zolfara. Ormai solo pochi chilometri separavano la colonna dalla zolfara, bastava arrivare alla collina di Pietragrossa per vederla.Un ex dipendente di Carbosulcis: "La miniera non faceva per me. Andavo dai medici, mi inventavo di tutto. Fino alla cassa integrazione. La storia arriva da Cagliari e viene raccontata da La Nuova Sardegna.

Sin dall'inizio io e il carbone non abbiamo legato. E allora andavo dai medici -ride - chiedevo cure, capivano, mi accontentavano.

Era iluna liberazione. O forse, a pensarci bene, qualche volta lo ero davvero. Mi capitava di urtare la parete con un pollice, impossibile lavorare con un pollice gonfio.

Altre volte mi finiva la polvere in un occhio, avevo sempre un occhio pieno di polvere. E il collo, mesi passati con il collare per tenere a bada una maledettissima cervicale. Nel frattempo, Cani ha avuto modo di coltivare la sua grande passione per il jazz, che gli ha guadagnato il soprannome di "Charlie Dogs", coniato per lui dal trombettista Lester Bowie.

Una storia che rischierebbe di apparire curiosa, a non leggere i commenti dei "colleghi" minatori a margine dell'articolo: commenti che raccontano la rabbia di un popolo che le pensioni, troppo spesso, non le vede nemmeno dopo anni di miniera, pozzi e scavi.

Se ve ne fosse bisogno, ecco la ragione per la quale l'Art. Se provaste voi, solo per un mesetto, ad affrontare tutti i problemi d'un qualsiasi datore di lavoro, poi permettereste le fustigazioni, altro che garanzie per i lavoratori!

Il mestiere di vivere - Minatore

Quante pensioni elargite senza un minimo di controllo!!! Fosse solo questo!!! L'uomo con il LODEN verde si cucca una super pensione ed un vitalizio da senatore a vita senza avere fatto un cazzo!!

E' proprio il caso di dire che hanno dato pensioni a porci e CANI.

Elenco fiabe che parlano di : minatore

Scusa chi ha il loden verde? Secondo me potrebbe fare il sindacalista!

racconto di un minatore

In un paese normale. Saludos dal Leghista Monzese.

Bandsaw blade setter

Mah, come mai adesso questo racconta la sua storia?